Trattamento dell'acqua nell'impianto termico: quando è obbligatorio e come registrarlo
Aggiornato il 14 ottobre 2026
- Dal 3 giugno 2026 i requisiti minimi degli edifici sono quelli del nuovo Allegato 1 (DM 28 ottobre 2025, GU n. 283 del 5/12/2025), che sostituisce quello del DM 26 giugno 2015.
- Il punto 2.3, n. 5, del nuovo Allegato 1 rende sempre obbligatorio il condizionamento chimico dell'acqua dell'impianto di riscaldamento, quando è separato dalla rete dell'acqua sanitaria, ferma la UNI 8065.
- L'eventuale condizionamento chimico dell'acqua calda sanitaria è facoltativo e deve rispettare il D.Lgs. 18/2023 su qualità dell'acqua, reagenti e materiali filtranti (DM 28/10/2025, All. 1, p. 2.3, n. 5).
- Il testo del 2015 imponeva anche l'addolcimento sopra 100 kW con acqua oltre 15 °f; nel nuovo Allegato 1 questa soglia non c'è più (DM 26/6/2015, All. 1, p. 2.3, c. 5).
- Durezza dell'acqua e trattamenti presenti si annotano nel libretto di impianto e nel rapporto di controllo (DM 10 febbraio 2014; DPR 74/2013).
Se installi o rifai un impianto termico ad acqua soggetto ai requisiti minimi, devi prevedere un trattamento di condizionamento chimico dell'acqua del circuito di riscaldamento, applicando la norma UNI 8065. Dal 3 giugno 2026 la regola sta nel punto 2.3, n. 5, del nuovo Allegato 1 approvato con il DM 28 ottobre 2025. Il trattamento dell'acqua calda sanitaria resta facoltativo, ma se lo fai deve rispettare le regole sull'acqua potabile. Durezza e trattamenti vanno poi riportati nel libretto di impianto e controllati a ogni manutenzione.
Quale norma regola il trattamento dell'acqua oggi?
Per dieci anni il riferimento è stato l'Allegato 1 del DM 26 giugno 2015, il decreto "requisiti minimi". Il DM 28 ottobre 2025 del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 5 dicembre 2025, ha sostituito integralmente gli Allegati 1 e 2 (artt. 8 e 9). Il nuovo decreto è entrato in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione (art. 11), cioè il 3 giugno 2026.
I requisiti del capitolo 2 dell'Allegato 1 riguardano gli edifici nuovi e gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti o a riqualificazioni energetiche, compresi alcuni interventi sugli impianti. Per i casi a cavallo tra vecchie e nuove regole, l'agenzia regionale FVG Energia ricorda che per i titoli abilitativi richiesti prima del 3 giugno 2026 resta il vecchio Allegato 1. Nei casi dubbi senti il progettista.
Cosa è cambiato rispetto al 2015?
| Tema | DM 26/6/2015, All. 1, p. 2.3, c. 5 (fino al 2/6/2026) | DM 28/10/2025, All. 1, p. 2.3, n. 5 (dal 3/6/2026) |
|---|---|---|
| Norma tecnica di riferimento | UNI 8065 | UNI 8065 |
| Condizionamento chimico del circuito di riscaldamento | Sempre obbligatorio | Sempre obbligatorio, quando il circuito è separato dalla rete dell'acqua sanitaria |
| Addolcimento | Obbligatorio sopra 100 kW di potenza al focolare con acqua di alimentazione oltre 15 °f | Nessuna soglia nel decreto: si rinvia alla UNI 8065 |
| Acqua calda sanitaria | Non trattata in modo specifico | Condizionamento chimico eventuale, nel rispetto del D.Lgs. 18/2023 |
| Contatori di acqua sanitaria prodotta e di reintegro | Obbligatori sui nuovi impianti con generatore oltre 35 kW, letture nel libretto (c. 6) | Stessa regola (n. 6) |
Il riferimento all'acqua potabile è il D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, sulle acque destinate al consumo umano. Il nuovo testo distingue due cose: l'acqua dell'impianto di riscaldamento, che non è acqua potabile, e l'acqua calda sanitaria, che resta acqua per il consumo umano. Per questo il decreto chiede la separazione strutturale tra le due reti.
Il fatto che il decreto non riporti più la soglia dei 100 kW e dei 15 °f non vuol dire che l'addolcimento non serva mai. La UNI 8065 continua ad applicarsi e indica quando serve. Verifica sul testo della norma e sulle istruzioni del costruttore del generatore.
Che cosa prevede la UNI 8065?
La UNI 8065:2019 riguarda il trattamento dell'acqua negli impianti di climatizzazione invernale ed estiva, nella produzione di acqua calda sanitaria e negli impianti solari termici. È una norma a pagamento: qui ne riassumiamo solo l'ambito. Secondo lo schema della Regione Toscana sul trattamento dell'acqua, i trattamenti previsti sono:
- lavaggio e risanamento dell'impianto;
- filtrazione di sicurezza dell'acqua di riempimento e filtrazione o defangazione dell'acqua di impianto;
- condizionamento chimico con prodotti adatti al circuito;
- addolcimento, quando le caratteristiche dell'acqua e dell'impianto lo richiedono;
- disaerazione.
Due precisazioni utili dallo stesso schema: l'addolcitore non sostituisce il condizionamento chimico, e i dosatori di polifosfati servono solo sul circuito sanitario. Prima di scegliere i prodotti, controlla la compatibilità con i materiali indicata dal costruttore del generatore.
Il trattamento dell'acqua sanitaria è obbligatorio?
Con il nuovo Allegato 1 no: il decreto parla di condizionamento chimico "eventuale" dell'acqua calda sanitaria. Se però lo fai, devi mantenere la qualità chimica e microbiologica dell'acqua ai punti d'uso. Reagenti e materiali filtranti devono inoltre rispettare il D.Lgs. 18/2023.
Lo stesso punto è ripreso nelle indicazioni operative del Ministero dell'Ambiente sul nuovo decreto, pubblicate a giugno 2026 e riassunte da Studio Madera. Le indicazioni ribadiscono anche che il fluido del riscaldamento non deve mai mescolarsi con l'acqua sanitaria. Sui punti di reintegro dell'impianto servono quindi dispositivi adatti a impedire il ritorno.
Come si registra il trattamento nel libretto e nel rapporto di controllo?
Il libretto di impianto approvato con il DM 10 febbraio 2014 ha una scheda dedicata al trattamento dell'acqua. Nel modello pubblicato dal catasto lombardo CURIT la scheda 2 prevede:
- contenuto d'acqua dell'impianto, in m³;
- durezza totale dell'acqua, in gradi francesi;
- trattamento dell'acqua di climatizzazione secondo la UNI 8065: filtrazione, condizionamento chimico, addolcimento o altro;
- trattamento dell'acqua calda sanitaria, con l'eventuale durezza in uscita dall'addolcitore;
- protezione dal gelo, con tipo di glicole, concentrazione e pH.
Anche il rapporto di controllo di efficienza energetica ha una sezione sul trattamento dell'acqua. Lo schema della Regione Toscana spiega che la durezza totale va sempre indicata quando l'impianto usa acqua come fluido termovettore. Va indicato anche se il trattamento è non richiesto, assente o presente, e di che tipo. Ricorda anche i contatori: sui nuovi impianti con generatore oltre 35 kW, le letture dei volumi di reintegro e di acqua sanitaria si riportano nel libretto. Per i dettagli sugli altri campi vedi le guide sul libretto di impianto e sull'RCEE.
E gli impianti installati prima del 2015?
Per gli impianti esistenti non toccati dai lavori valgono le regole in vigore quando sono stati installati. La Regione Toscana, nel suo schema per i manutentori, distingue gli impianti per data di installazione. Per quelli tra il 1994 e il 2015 richiama il DPR 412/1993 (art. 5, c. 6), il DPR 59/2009 (art. 4, c. 14) e la UNI 8065 del 1989. In quei casi condizionamento e addolcimento erano richiesti solo sopra certe durezze, misurate a valle dell'eventuale addolcitore: 15 °f con produzione di acqua sanitaria e 25 °f per il solo riscaldamento.
Altre Regioni possono avere istruzioni proprie per la compilazione: controlla le guide del tuo catasto impianti regionale.
Come documentare il trattamento in DiCo e rapportino?
Il trattamento dell'acqua è parte dell'impianto che consegni, quindi va documentato come il resto del lavoro. Nella dichiarazione di conformità del DM 37/2008 c'è la relazione con la tipologia dei materiali impiegati. Lì puoi indicare i dispositivi installati, per esempio filtro, defangatore, addolcitore o dosatore, con marca e modello. Se il lavoro è una sostituzione di caldaia, la guida su cosa serve per sostituire la caldaia riassume gli altri documenti.
Nel rapportino annota invece i dati che cambiano da un intervento all'altro:
- durezza misurata e punto di prelievo;
- prodotto condizionante usato, quantità e concentrazione misurata;
- pulizia del filtro o del defangatore e stato dei residui;
- rigenerazione o sale dell'addolcitore, se presente;
- letture dei contatori di reintegro, se installati.
Una lettura di reintegro che sale molto tra un controllo e l'altro è un segnale da non ignorare: può indicare una perdita o una valvola di sicurezza che scarica. Ogni reintegro porta nell'impianto acqua nuova, che va trattata. Le foto di filtri e defangatori, prima e dopo la pulizia, sono utili anche se il cliente contesta lo stato dell'impianto.
Una procedura pratica in cantiere
- Misura la durezza dell'acqua di alimentazione con un kit, oppure parti dai dati del gestore idrico locale.
- Lava l'impianto esistente prima di collegare il nuovo generatore, soprattutto se sostituisci una vecchia caldaia.
- Monta la filtrazione sul riempimento e un filtro o defangatore sul ritorno.
- Valuta l'addolcimento secondo la UNI 8065 e le istruzioni del costruttore.
- Dosa il condizionante adatto ai materiali e annota prodotto e quantità.
- Compila il libretto: durezza, trattamenti, eventuale antigelo e letture dei contatori.
- Ricontrolla a ogni manutenzione la concentrazione del condizionante e le condizioni del filtro, e scrivilo nel rapportino.
Se il cliente rifiuta un trattamento che ritieni necessario, per esempio l'addolcitore, scrivilo nel rapportino e fallo firmare. Nel libretto riporta solo i trattamenti effettivamente presenti, non quelli consigliati. Così resta chiaro cosa hai installato e cosa il cliente ha scelto di non fare.
Domande frequenti
Il trattamento dell'acqua dell'impianto di riscaldamento è obbligatorio?
Negli interventi soggetti ai requisiti minimi sì. Dal 3 giugno 2026 il punto 2.3, n. 5, dell'Allegato 1 approvato con il DM 28 ottobre 2025 rende sempre obbligatorio il condizionamento chimico del circuito di riscaldamento separato dalla rete sanitaria, ferma la UNI 8065. Anche il testo del 2015 lo prevedeva sempre.
L'addolcitore è obbligatorio sopra i 100 kW?
Era la regola del DM 26 giugno 2015, con acqua oltre 15 °f. Il nuovo Allegato 1, in vigore dal 3 giugno 2026, non riporta più questa soglia e rinvia alla UNI 8065: è la norma a dire quando serve l'addolcimento.
Devo trattare anche l'acqua calda sanitaria?
Il nuovo decreto non lo impone. Se la tratti, devi mantenere la qualità dell'acqua ai punti d'uso e usare reagenti e materiali conformi al D.Lgs. 18/2023.
Dove si registra il trattamento dell'acqua?
Nella scheda del libretto di impianto dedicata al trattamento dell'acqua, con durezza, tipo di trattamento ed eventuale antigelo. Anche il rapporto di controllo di efficienza energetica ha una sezione sul trattamento dell'acqua, da compilare a ogni controllo.
Su una caldaia esistente devo adeguare il trattamento a ogni manutenzione?
I requisiti minimi si applicano con nuove installazioni e interventi di riqualificazione, non alla semplice manutenzione. Durante il controllo, però, verifichi e registri lo stato del trattamento previsto per quell'impianto, secondo le istruzioni della tua Regione.
Fonti
- DM 28 ottobre 2025 (MASE), Aggiornamento del DM 26 giugno 2015 – GU Serie Generale n. 283 del 5/12/2025 (artt. 8, 9, 11; All. 1, p. 2.3, nn. 5-6)
- DM 28 ottobre 2025 – scheda dell'atto in Gazzetta Ufficiale
- DM 26 giugno 2015, requisiti minimi – Allegato 1 (MIMIT)
- DM 26 giugno 2015 – pagina MIMIT del decreto
- D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18, acque destinate al consumo umano – GU n. 55 del 6/3/2023
- DM 10 febbraio 2014, modelli di libretto e rapporti di efficienza energetica – Gazzetta Ufficiale
- Regione Toscana, SIERT – Schema trattamento acqua, rev. 03 del 20/04/2021
- CURIT (catasto impianti termici Lombardia) – Libretto di impianto, Scheda 2
- FVG Energia – Il nuovo Decreto Requisiti minimi entra in vigore il 3 giugno 2026
- MASE – Indicazioni per gli operatori sul decreto requisiti minimi (giugno 2026)
- (secondaria) Studio Madera – Indicazioni MASE sul decreto requisiti minimi (22/06/2026)
- (secondaria) FederlegnoArredo – Decreto Requisiti Minimi in vigore dal 3 giugno 2026
- (secondaria) Lavori Pubblici – Nuovo decreto requisiti minimi, intesa in Conferenza Unificata (04/08/2025)
- UNI 8065:2019, Trattamento dell'acqua negli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, per la produzione di acqua calda sanitaria e negli impianti solari termici – norma a pagamento, citata solo per titolo e ambito
Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.