RCEE: cos'è, ogni quanto si fa e come si invia al catasto regionale
Aggiornato il 14 ottobre 2026
- A livello nazionale l'RCEE riguarda gli impianti di riscaldamento oltre 10 kW e di raffrescamento oltre 12 kW (DPR 74/2013, art. 8).
- I modelli RCEE tipo 1, 2, 3 e 4 sono gli Allegati II–V del DM 10 febbraio 2014, obbligatori dal 15 ottobre 2014.
- Per i generatori a gas tra 10 e 100 kW la cadenza nazionale è di 4 anni; Regioni e Province autonome possono stabilire regole diverse.
- Il tecnico che esegue il controllo firma l'RCEE: una copia va al responsabile, da allegare al libretto; un'altra va trasmessa secondo le indicazioni regionali.
- Il contributo regionale ("bollino") varia: in Lombardia si versa alla registrazione in CURIT, in Veneto la Regione indica che non è dovuto.
L'RCEE (rapporto di controllo di efficienza energetica) è il documento che il tecnico compila e firma dopo il controllo di efficienza energetica di un impianto termico: a livello nazionale riguarda il riscaldamento oltre 10 kW e il raffrescamento oltre 12 kW. La cadenza base è fissata dall'Allegato A del DPR 74/2013 (ad esempio ogni 4 anni per una caldaia a gas tra 10 e 100 kW), ma Regioni e Province autonome possono adottare regole proprie. Una copia va al responsabile, che la allega al libretto; un'altra va trasmessa come indicato dalla Regione, per aggiornare il catasto degli impianti termici.
Cos'è l'RCEE e quali norme lo regolano?
Il riferimento è l'articolo 8 del DPR 16 aprile 2013, n. 74. Il controllo di efficienza energetica si esegue in occasione degli interventi di controllo e manutenzione, con la cadenza prevista, e riguarda tre aspetti: il sottosistema di generazione, la presenza e il funzionamento della regolazione della temperatura e, se presenti, i sistemi di trattamento dell'acqua.
I modelli sono quelli del DM 10 febbraio 2014 (GU n. 55 del 7 marzo 2014). L'obbligo di usarli, inizialmente previsto dal 1° giugno 2014, è stato rinviato al 15 ottobre 2014 dal DM 20 giugno 2014. Le Regioni possono integrare i modelli nazionali con schede aggiuntive.
Che differenza c'è tra manutenzione e controllo di efficienza energetica?
Sono obblighi distinti, anche se spesso li svolgi nella stessa visita.
- Manutenzione (art. 7, approfondita nella guida sulla manutenzione obbligatoria della caldaia): la esegue una ditta abilitata ai sensi del DM 37/2008, seguendo operazioni e periodicità indicate dall'installatore. Se mancano, valgono le istruzioni del fabbricante per quel modello e, in ultima istanza, le norme UNI e CEI. Installatore e manutentore devono indicare per iscritto al cliente quali operazioni servono e con quale frequenza.
- Controllo di efficienza energetica (art. 8): si fa in occasione della manutenzione, con la cadenza nazionale o regionale, e si documenta con l'RCEE.
Secondo la guida ENEA–MiSE del 2015, una manutenzione più frequente non comporta di per sé controlli di efficienza più frequenti. Oltre alle scadenze periodiche, però, il controllo va fatto alla prima messa in esercizio (a cura dell'installatore), quando sostituisci il generatore e dopo interventi non periodici che possono modificare l'efficienza. Da quella data riparte il conteggio per il controllo successivo.
Quali sono i modelli RCEE tipo 1, 2, 3 e 4?
| Modello | Allegato DM 10/02/2014 | Apparecchi |
|---|---|---|
| RCEE tipo 1 | Allegato II | Gruppi termici: generatori a fiamma (gas, GPL, combustibili liquidi o solidi) |
| RCEE tipo 2 | Allegato III | Gruppi frigo: macchine frigorifere e pompe di calore |
| RCEE tipo 3 | Allegato IV | Scambiatori: sottostazioni di teleriscaldamento |
| RCEE tipo 4 | Allegato V | Cogeneratori |
Il libretto di impianto è l'Allegato I dello stesso decreto e il DPR lo richiede senza soglia di potenza. Il DM non applica l'obbligo del rapporto agli impianti alimentati esclusivamente da fonti rinnovabili (D.Lgs. 28/2011), fermo restando il libretto: per biomassa e pellet verifica le regole della tua Regione.
Ogni quanto va fatto il controllo fumi della caldaia?
La tabella riporta le cadenze nazionali dell'Allegato A del DPR 74/2013. Le fasce si riferiscono alla potenza utile nominale complessiva dei generatori che servono lo stesso impianto. Nota che per macchine frigorifere e pompe di calore la fascia parte da 12 kW, anche quando la pompa di calore scalda. Esempi regionali e casi particolari sono nella guida su ogni quanto si fa il controllo fumi.
| Impianto | Potenza (kW) | Cadenza | Modello |
|---|---|---|---|
| Generatori a combustibile liquido o solido | 10 < P < 100 | 2 anni | Tipo 1 |
| Generatori a combustibile liquido o solido | P ≥ 100 | 1 anno | Tipo 1 |
| Generatori a gas, metano o GPL | 10 < P < 100 | 4 anni | Tipo 1 |
| Generatori a gas, metano o GPL | P ≥ 100 | 2 anni | Tipo 1 |
| Macchine frigorifere e pompe di calore a compressione elettriche, o ad assorbimento a fiamma diretta | 12 < P < 100 | 4 anni | Tipo 2 |
| Come sopra | P ≥ 100 | 2 anni | Tipo 2 |
| Pompe di calore a compressione azionate da motore endotermico | P ≥ 12 | 4 anni | Tipo 2 |
| Pompe di calore ad assorbimento alimentate con energia termica | P ≥ 12 | 2 anni | Tipo 2 |
| Sottostazioni di teleriscaldamento | P > 10 | 4 anni | Tipo 3 |
| Microcogenerazione | Pel < 50 | 4 anni | Tipo 4 |
| Unità cogenerative | Pel ≥ 50 | 2 anni | Tipo 4 |
Controlla sempre le regole locali. L'articolo 10 del DPR consente a Regioni e Province autonome di ampliare la fascia di potenze soggette ai controlli. La Lombardia, per esempio, con la DGR XI/3502 del 5 agosto 2020 prevede per i generatori a gas un controllo ogni 2 anni tra 5 e 35 kW di potenza al focolare e ogni anno tra 35 e 350 kW.
Cosa si misura e cosa contiene l'RCEE tipo 1?
Il modello nazionale per i gruppi termici ha sei sezioni: dati identificativi, documentazione tecnica a corredo, trattamento dell'acqua, controllo dell'impianto, controllo e verifica energetica del gruppo termico, check-list. Nella sezione energetica riporti, per ogni generatore, i valori dell'analisi di combustione:
- temperatura dei fumi e dell'aria comburente (°C);
- O2 e CO2 (%);
- indice di Bacharach;
- CO (ppm) e CO corretto;
- rendimento di combustione (%), da confrontare con il rendimento minimo di legge;
- depressione nel canale da fumo (Pa).
Il modello richiama la UNI 10389-1 per l'esito del controllo. I rendimenti minimi sono nell'Allegato B del DPR 74/2013 e cambiano in base al tipo di generatore e alla data di installazione. Se il generatore resta sotto il limite e la manutenzione non basta a riportarlo in regola, va sostituito entro 180 giorni solari dal controllo.
Il rapporto si chiude con osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni, l'indicazione se l'impianto può funzionare, data e orari dell'intervento, firme del tecnico e del responsabile, quest'ultima per presa visione. La check-list finale elenca possibili migliorie da valutare, come valvole termostatiche o isolamento delle tubazioni.
Chi compila e firma l'RCEE e a chi va consegnato?
Lo redige e lo firma l'operatore che esegue il controllo. Una copia va al responsabile dell'impianto, che la conserva allegata al libretto. Salvo i casi esclusi dall'art. 6, il responsabile può delegare la gestione a un terzo responsabile.
Prima di lasciare l'impianto, verifica di avere:
- usato il modello giusto (tipo 1, 2, 3 o 4) e l'eventuale versione regionale;
- riportato il codice catasto dell'impianto;
- registrato l'analisi di combustione di ogni generatore;
- compilato osservazioni, raccomandazioni e prescrizioni;
- raccolto la tua firma e quella del responsabile;
- consegnato la copia e aggiornato il libretto;
- annotato la scadenza per l'invio al catasto.
Come si trasmette l'RCEE al catasto regionale?
Il DPR affida l'invio al manutentore o al terzo responsabile: la copia va all'indirizzo indicato dalla Regione o Provincia autonoma, preferibilmente per via telematica, per mantenere aggiornato il catasto. Le Regioni possono differenziare modalità e cadenza della trasmissione. Due esempi (consultati il 14 ottobre 2026); per codici impianto e altri catasti vedi la guida sul catasto impianti termici regionale:
| Regione | Catasto | Invio | Contributo |
|---|---|---|---|
| Lombardia | CURIT (Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici) | Entro la fine del mese successivo alla redazione (DDUO 11237/2022) | Riscosso alla registrazione della dichiarazione di avvenuta manutenzione, per fascia di potenza |
| Veneto | CIRCE (Catasto Impianti e Rapporti di Controllo di Efficienza energetica) | Solo telematico dal 2 gennaio 2015; entro 30 giorni dal rilascio secondo la DGR 1363/2014 | Secondo la Regione non è dovuto |
Cos'è il bollino della caldaia e quanto costa?
Il DPR 74/2013 permette alle Regioni di chiedere ai responsabili degli impianti un contributo, commisurato alla potenza, per coprire i costi del catasto, degli accertamenti e delle ispezioni. Nella guida ENEA–MiSE si parla di "bollino" o "segno identificativo" applicato alla copia destinata all'autorità competente. Importi, scadenze e modalità di pagamento dipendono dalle regole regionali.
In Lombardia il portale CURIT indica, per impianti sotto i 35 kW, 7 euro per l'autorità competente più 1 euro per la Regione. Di norma li versa il manutentore per conto del responsabile, che poi li rimborsa. Sono esenti gli impianti di sola climatizzazione estiva, quelli composti solo da pompe di calore e quelli allacciati al teleriscaldamento. In Veneto, invece, la Regione indica che il bollino non è dovuto. Prima di comunicare un importo al cliente, consulta il portale della tua Regione; altri esempi nella guida sul bollino caldaia.
Le regole sono cambiate nel 2026?
No. Al 14 ottobre 2026 i riferimenti nazionali restano il DPR 74/2013 e il DM 10 febbraio 2014. Su Normattiva il DPR risulta vigente, con ultimo aggiornamento al 10 giugno 2020: il D.Lgs. 48/2020 ne prevede l'abrogazione solo quando entrerà in vigore il nuovo decreto attuativo previsto dal D.Lgs. 192/2005 (art. 4, comma 1-quinquies).
Quel nuovo regolamento non risulta pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Fonti di settore riportano uno schema predisposto dal Ministero dell'ambiente e circolato il 16 dicembre 2025, che a settembre 2026 era ancora in bozza. Finché non esce in GU valgono le regole attuali: controlla la Gazzetta Ufficiale e il sito della tua Regione.
Domande frequenti
L'RCEE è obbligatorio per una caldaia sotto i 10 kW?
Secondo il DPR 74/2013, il controllo di efficienza energetica riguarda gli impianti di riscaldamento oltre 10 kW e di raffrescamento oltre 12 kW; il libretto di impianto serve comunque. Per pompe di calore e macchine frigorifere la soglia nazionale è 12 kW. Le Regioni possono ampliare la fascia: in Lombardia, per esempio, la cadenza dei controlli sui generatori a gas parte da 5 kW.
Ogni quanto si fa il controllo fumi di una caldaia a gas?
A livello nazionale ogni 4 anni tra 10 e 100 kW e ogni 2 anni da 100 kW in su (Allegato A del DPR 74/2013). Alcune Regioni hanno cadenze proprie: in Lombardia, tra 5 e 35 kW al focolare, ogni 2 anni. La manutenzione segue invece le istruzioni dell'installatore o del fabbricante.
Chi deve inviare l'RCEE al catasto regionale?
Il manutentore o il terzo responsabile, all'indirizzo indicato dalla Regione o Provincia autonoma, preferibilmente per via telematica. Tempi e modalità sono regionali: in Lombardia la registrazione in CURIT va fatta entro la fine del mese successivo alla redazione; in Veneto la DGR 1363/2014 prevede l'invio tramite CIRCE entro 30 giorni dal rilascio.
Cosa succede se il rendimento di combustione è sotto il minimo di legge?
Se la manutenzione non riporta il rendimento sopra i limiti dell'Allegato B del DPR 74/2013, il generatore va sostituito entro 180 giorni solari dalla data del controllo. Il termine resta sospeso se il responsabile chiede, a proprie spese, un'ulteriore verifica all'autorità competente, fino all'esito definitivo.
Il bollino caldaia costa uguale in tutta Italia?
No. Il DPR 74/2013 consente alle Regioni di chiedere ai responsabili un contributo, commisurato alla potenza, per finanziare catasto e ispezioni, ma importi e regole sono locali. In Lombardia si versa alla registrazione in CURIT (ad esempio 7 + 1 euro sotto i 35 kW); la Regione Veneto indica che non è dovuto.
Serve l'RCEE anche alla prima accensione dell'impianto?
Sì. Il DPR 74/2013 prevede il controllo di efficienza energetica alla prima messa in esercizio, a cura dell'installatore, oltre che alla sostituzione del generatore e dopo interventi che possono modificarne l'efficienza. La scadenza del controllo successivo si calcola da quella data.
Fonti
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, testo originale (Normattiva)
- DPR 74/2013, vista multivigente con nota sull'art. 17, c. 4, D.Lgs. 10 giugno 2020, n. 48; ultimo aggiornamento 10/06/2020 (Normattiva)
- DPR 74/2013, testo pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna (artt. 6-11)
- DM 10 febbraio 2014, Gazzetta Ufficiale SG n. 55 del 7/3/2014
- DM 10 febbraio 2014, scheda MIMIT
- DM 10/2/2014 Allegato II, RCEE tipo 1 (gruppi termici), MIMIT
- DM 10/2/2014 Allegato III, RCEE tipo 2 (gruppi frigo), MIMIT
- DM 10/2/2014 Allegato IV, RCEE tipo 3 (scambiatori), MIMIT
- DM 10/2/2014 Allegato V, RCEE tipo 4 (cogeneratori), MIMIT
- ENEA–MiSE, "La climatizzazione degli ambienti. Guida per l'esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici" (novembre 2015)
- Regione Veneto, Normativa nazionale impianti di climatizzazione (DM 20 giugno 2014, GU n. 153 del 4/7/2014, rinvio al 15/10/2014)
- Regione Lombardia, DGR XI/3502 del 5 agosto 2020 (punto 14, tabella cadenze)
- Regione Lombardia, Allegato al DDUO n. 11237 del 28 luglio 2022 (termini di registrazione CURIT)
- Regione Lombardia, DGR XII/816 del 31 luglio 2023 (modifiche che non toccano cadenze né contributi)
- CURIT, Contributi
- CURIT, Il CURIT
- CURIT, Normativa regionale
- CURIT, Manutenzione impianti
- Regione Veneto, Regolamento sul controllo e la manutenzione degli impianti di climatizzazione (aggiornato 24/10/2024)
- Regione Veneto, Disposizioni attuative regionali (DGR 726/2014, 1363/2014, 2569/2014)
- Regione Veneto, DGR 1363/2014, Allegato B
- Regione Veneto, Compilazione del libretto di impianto e del RCEE (aggiornato 10/2/2026)
- Testo GU del DPR 74/2013 ripubblicato da ANCE (usato per gli Allegati A e B e per gli articoli 7-10)
- Testo del DM 10 febbraio 2014 ripubblicato da ANCE
- Testo del DM 10 febbraio 2014 pubblicato dal Comune di Genova (art. 2, c. 2)
- Testo del DM 20 giugno 2014 ripubblicato da ANCE
- Certifico, "Controlli sugli impianti termici 2026: la Bozza del nuovo Decreto" (17/12/2025), fonte secondaria
- Canna Fumaria Sicura, articolo sulla bozza (21/09/2026), fonte secondaria
- Edilportale, stato del recepimento della direttiva Case Green (12/10/2026), fonte secondaria
Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.