Bollino caldaia: cos'è, chi lo paga e quanto costa nelle Regioni

Aggiornato il 14 ottobre 2026

In breve
  • Il "bollino" è il contributo che le Regioni possono chiedere ai responsabili degli impianti per finanziare catasto, accertamenti e ispezioni (DPR 74/2013, art. 10, c. 3, lett. c).
  • L'importo è commisurato alla potenza dell'impianto e deve essere uniforme su tutto il territorio regionale (DPR 74/2013, art. 10, c. 3, lett. c).
  • In Lombardia, sotto i 35 kW, il contributo è di 7 euro per l'autorità competente più 1 euro per la Regione, dovuto ogni due stagioni termiche (DGR XI/3502/2020; portale CURIT).
  • In Emilia-Romagna il Bollino Calore Pulito sotto i 35 kW vale 1,75 euro, importo in vigore dal 1° ottobre 2022 (Regolamento regionale 1/2017, Allegato D).
  • In Veneto la Regione indica che il bollino non è dovuto; in Piemonte il catasto non prevede costi per cittadini e operatori.

Il bollino caldaia è il contributo che il responsabile dell'impianto paga alla Regione, o all'autorità competente, quando il manutentore registra il controllo di efficienza energetica nel catasto regionale. Lo prevede l'art. 10 del DPR 74/2013, ma importo, periodicità ed esenzioni li decide ogni Regione. Per una caldaia domestica sotto i 35 kW si va da zero (Veneto, Piemonte) a pochi euro: in Lombardia 7 + 1 euro ogni due stagioni termiche, in Emilia-Romagna 1,75 euro. Il versamento passa quasi sempre dal manutentore, che lo anticipa o lo incassa per conto del cliente.

Cos'è il bollino della caldaia?

L'art. 10, comma 3, lettera c) del DPR 74/2013 consente alle Regioni di coprire i costi del catasto degli impianti termici, degli accertamenti e delle ispezioni con un contributo a carico dei responsabili degli impianti. Il contributo deve essere commisurato alla potenza e uniforme in tutta la Regione.

La guida ENEA–MiSE lo chiama "bollino" o "segno identificativo" applicato alla copia del rapporto di controllo destinata all'autorità competente. Oggi in molte Regioni non è più un adesivo ma un codice digitale generato dal catasto: in Piemonte, per esempio, il vecchio "bollino verde" è diventato dal 15 ottobre 2014 un codice riportato automaticamente sul rapporto, secondo il portale CIT.

Il bollino non è il prezzo del controllo fumi. Il tuo lavoro (manutenzione, analisi di combustione, compilazione dell'RCEE) lo fatturi tu con i tuoi prezzi; il contributo è una somma a parte, fissata dalla Regione, che finisce alla Regione o all'autorità competente. Tenere separate le due voci, nel preventivo e in fattura, evita molte discussioni.

Nemmeno il nome è uniforme: "bollino verde" in Piemonte, "Bollino Calore Pulito" in Emilia-Romagna, "contributo" legato alla dichiarazione di avvenuta manutenzione in Lombardia. Quando leggi una delibera regionale, cerca queste parole insieme a "contributo" e "fascia di potenza".

Il bollino è legato al controllo di efficienza energetica, non alla manutenzione ordinaria. Come si compila e si trasmette l'RCEE lo spieghiamo nella guida sull'RCEE.

Chi paga il bollino e chi lo versa?

Lo deve il responsabile dell'impianto: occupante, proprietario, amministratore o terzo responsabile (vedi la guida sulla manutenzione obbligatoria). Nella pratica il versamento passa quasi sempre dal manutentore. Ecco come funziona in tre Regioni:

Quanto costa il bollino caldaia nelle Regioni?

La tabella riporta gli importi pubblicati dalle Regioni per una caldaia a gas, consultati il 14 ottobre 2026. Gli importi cambiano: prima di comunicarli al cliente, verifica la fonte.

RegioneSotto 35 kWFasce superioriFonte e data
Lombardia7 € (autorità competente) + 1 € (Regione)35–50,1 kW: 14 + 1,50 €; 50,1–116,4 kW: 80 + 3,50 €; 116,4–350 kW: 140 + 10 €; oltre 350 kW: 190 + 18 €CURIT, Contributi (pagina senza data)
Emilia-Romagna1,75 €35–100 kW: 7 €; 100–300 kW: 14 €; da 300 kW: 24,50 €CRITER, importi dal 1° ottobre 2022
Toscana20 € (generatori a fiamma fino a 100 kW)100–350 kW: 60 €; oltre 350 kW: 80 €Allegato A alla delibera del 27/12/2016, in vigore dal 1° gennaio 2017
PiemonteNessun costo indicatoCodice impianto gratuitoDGR 10-3262/2021; Carta dei servizi CIT (13/10/2025)
VenetoNon dovutoNon dovute neppure le ispezioniRegione Veneto (pagina aggiornata 24/10/2024)

In Emilia-Romagna gli importi sono stati ridotti del 75% dal 1° ottobre 2022 rispetto a quelli originari (per esempio da 7 a 1,75 euro sotto i 35 kW). Secondo la stampa locale la riduzione è temporanea e arriva fino al 31 dicembre 2026: dal 2027 controlla gli importi aggiornati sul portale CRITER.

Nelle altre Regioni gli importi possono dipendere anche dall'autorità competente (Provincia, Città metropolitana o Comune): cerca la delibera regionale sugli impianti termici o il portale del catasto. I nomi dei portali sono nella guida sul catasto impianti termici.

Ogni quanto si paga il bollino?

Dipende da come la Regione collega il contributo ai rapporti:

Le cadenze dei controlli, Regione per Regione, sono nella guida ogni quanto fare il controllo fumi.

Quali impianti non pagano il bollino?

RegioneEsenti (secondo la fonte regionale)
LombardiaImpianti di sola climatizzazione estiva, impianti composti solo da pompe di calore, impianti allacciati al teleriscaldamento (CURIT)
Emilia-RomagnaApparecchi a biomassa legnosa, macchine frigorifere e pompe di calore, sottostazioni di teleriscaldamento, in attesa di norme UNI per la misura in campo (CRITER)

Le esenzioni cambiano nel tempo: in Lombardia, per esempio, dal 1° agosto 2022 anche i generatori a biomassa legnosa sono soggetti al contributo, secondo l'allegato al DDUO 11237/2022.

Cosa succede se il bollino non viene pagato?

Il bollino serve anche a distinguere gli impianti in regola. Secondo la guida ENEA–MiSE, gli impianti con rapporto inviato nei termini e con bollino, senza criticità, hanno l'eventuale ispezione gratuita; gli altri la pagano. Qualche esempio di costo:

Per il manutentore c'è anche un rischio pratico: in Lombardia, senza credito nel Portafoglio digitale, la DAM non si registra e il controllo risulta mancante.

Come si indica il bollino in fattura?

In Lombardia il portale CURIT chiede di indicare il contributo separatamente in fattura e precisa che non è soggetto a IVA; la DGR XI/3502/2020 lo definisce esente da oneri fiscali e previdenziali. Per le altre Regioni non abbiamo trovato indicazioni ufficiali altrettanto esplicite: chiedi al tuo commercialista come trattarlo. Per l'IVA sulla manutenzione vedi la guida sull'IVA al 10%.

Un consiglio: comunica al cliente l'importo del contributo prima dell'intervento, separato dal prezzo della manutenzione. Così è chiaro che non è un tuo compenso.

Come spiegare il bollino al cliente?

Molti clienti scambiano il bollino per una tassa sulla caldaia o per un costo inventato dal tecnico. Bastano poche frasi chiare:

Se lavori in più Regioni, tieni una scheda con importi, fasce di potenza, esenzioni e data di consultazione delle fonti: gli importi cambiano, come mostra la riduzione temporanea dell'Emilia-Romagna.

Domande frequenti

Il bollino caldaia è obbligatorio in tutta Italia?

No. Il DPR 74/2013 (art. 10) permette alle Regioni di chiedere un contributo, ma non lo impone. La Regione Veneto, per esempio, indica che il bollino non è dovuto, e in Piemonte il catasto non prevede costi per cittadini e operatori.

Quanto costa il bollino per una caldaia da 24 kW?

Dipende dalla Regione. Con gli importi pubblicati al 14 ottobre 2026: in Lombardia 7 + 1 euro ogni due stagioni termiche, in Emilia-Romagna 1,75 euro per RCEE, in Toscana 20 euro secondo gli importi in vigore dal 2017. In Veneto non è dovuto.

Chi paga il bollino, il manutentore o il cliente?

Lo deve il responsabile dell'impianto, cioè il cliente o l'amministratore. Spesso però lo versa il manutentore al momento della registrazione nel catasto, e il cliente glielo rimborsa: in Lombardia, per esempio, viene scalato dal Portafoglio digitale del manutentore.

Il bollino si paga a ogni manutenzione?

In genere no: è legato al controllo di efficienza energetica (RCEE), non alla manutenzione ordinaria. In Emilia-Romagna il rapporto di manutenzione ordinario non è soggetto al contributo; in Lombardia il contributo si paga ogni due stagioni termiche.

Le pompe di calore pagano il bollino?

In Lombardia gli impianti composti solo da pompe di calore sono esenti; in Emilia-Romagna sono esenti macchine frigorifere e pompe di calore. In Toscana, invece, gli importi del 2017 prevedono un contributo anche per pompe di calore e macchine frigorifere. Verifica le regole della tua Regione.

Fonti

  1. DPR 16 aprile 2013, n. 74, testo originale (Normattiva)
  2. DPR 74/2013, testo con note pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna (art. 10, c. 3, lett. c)
  3. ENEA–MiSE, Guida per l'esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici (2015)
  4. CURIT, Contributi
  5. Regione Lombardia, DGR XI/3502 del 5 agosto 2020 (definizione u, contributo)
  6. Regione Lombardia, Allegato al DDUO n. 11237 del 28 luglio 2022 (§1.7, contributo)
  7. Regione Emilia-Romagna, CRITER, scheda Bollino Calore Pulito
  8. Regione Emilia-Romagna, vademecum CRITER per i manutentori
  9. Regione Emilia-Romagna, CRITER, FAQ rev. 05 (10/12/2019, importi originari)
  10. Regione Toscana, Allegato A alla delibera del 27/12/2016 (contributi e oneri dal 1/1/2017)
  11. Regione Toscana, FAQ impianti termici (revisione 27/03/2019)
  12. Regione Piemonte, DGR 21 maggio 2021, n. 10-3262 (BU21 del 27/05/2021)
  13. Regione Piemonte, Carta dei servizi Catasto impianti termici (13/10/2025)
  14. Regione Piemonte, Catasto impianti termici (CIT)
  15. Regione Veneto, Regolamento sul controllo e la manutenzione degli impianti di climatizzazione (aggiornato 24/10/2024)
  16. (secondaria) La Cronaca di Ravenna, riduzione del 75% del Bollino Calore Pulito fino al 31/12/2026 (29/09/2022)

Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.