Controllo fumi della caldaia: ogni quanto va fatto nella tua Regione
Aggiornato il 14 ottobre 2026
- A livello nazionale, una caldaia a gas tra 10 e 100 kW va controllata ogni 4 anni, oltre 100 kW ogni 2 anni (DPR 74/2013, Allegato A).
- Le Regioni possono ampliare le potenze soggette e differenziare la trasmissione dei rapporti (DPR 74/2013, art. 10, c. 3).
- In Lombardia una caldaia a gas tra 5 e 35 kW al focolare va controllata ogni 2 anni (DGR XI/3502/2020, punto 14).
- In Emilia-Romagna le caldaie a gas sotto i 35 kW si controllano ogni 2 anni (Regolamento regionale 1/2017, Allegato B).
- Il controllo si fa anche alla prima messa in esercizio, alla sostituzione del generatore e dopo interventi che cambiano l'efficienza (DPR 74/2013, art. 8).
Il controllo fumi di una caldaia a gas domestica, cioè il controllo di efficienza energetica con analisi di combustione e RCEE, va fatto a livello nazionale ogni 4 anni se la potenza è tra 10 e 100 kW (Allegato A del DPR 74/2013). Molte Regioni però hanno regole più strette: in Lombardia ed Emilia-Romagna, per le caldaie sotto i 35 kW, la cadenza è di 2 anni; in Toscana il primo controllo arriva entro 4 anni e poi ogni 2. Piemonte e Veneto applicano le cadenze nazionali. Prima di fissare la scadenza al cliente, controlla sempre le regole della Regione in cui si trova l'impianto.
Cos'è il controllo fumi e in cosa si distingue dalla manutenzione?
Con "controllo fumi" si intende di solito il controllo di efficienza energetica previsto dall'art. 8 del DPR 74/2013: analisi di combustione con l'analizzatore, verifica della regolazione e compilazione del rapporto di controllo di efficienza energetica (RCEE), che va poi trasmesso al catasto regionale.
La manutenzione è un'altra cosa: la sua periodicità la indicano installatore o fabbricante (art. 7). Spesso fai le due cose nella stessa visita, ma le scadenze vanno calcolate separatamente.
Ogni quanto si fa il controllo fumi secondo le regole nazionali?
Le cadenze nazionali sono nell'Allegato A del DPR 74/2013 e si basano sulla potenza utile complessiva dei generatori dello stesso impianto. Per le caldaie, le fasce sono queste:
| Generatore | Potenza utile | Cadenza nazionale |
|---|---|---|
| A gas, metano o GPL | 10–100 kW | Ogni 4 anni |
| A gas, metano o GPL | Oltre 100 kW | Ogni 2 anni |
| A combustibile liquido o solido | 10–100 kW | Ogni 2 anni |
| A combustibile liquido o solido | Oltre 100 kW | Ogni anno |
Sotto i 10 kW in riscaldamento il DPR non richiede il controllo di efficienza, ma il libretto di impianto serve comunque. Pompe di calore, teleriscaldamento e cogenerazione hanno cadenze proprie: la tabella completa è nella guida sull'RCEE.
Perché ogni Regione ha cadenze diverse?
L'art. 10, comma 3, del DPR 74/2013 consente a Regioni e Province autonome di ampliare la fascia di potenze soggette a controlli e ispezioni e di differenziare modalità e cadenza della trasmissione dei rapporti. Molte Regioni hanno usato questa possibilità con delibere o regolamenti propri, per esempio per scendere sotto i 10 kW o per accorciare gli intervalli. Il risultato è che la stessa caldaia murale da 24 kW può avere scadenze diverse a seconda della Regione in cui è installata.
Le differenze non riguardano solo gli anni. Cambiano anche la potenza di riferimento (utile o al focolare), la soglia minima da cui partono i controlli, il modo di contare la scadenza (per data, per anno solare o per stagione termica) e il termine entro cui caricare il rapporto nel catasto. Per questo, quando prendi in carico un impianto in una Regione dove non lavori di solito, conviene leggere la delibera regionale prima della prima visita, non dopo.
Un caso a parte sono i generatori a biomassa, come stufe e caldaie a pellet o legna: diverse Regioni hanno regole specifiche su catasto, pulizia della canna fumaria e controlli. In Toscana, per esempio, la DGR 222 del 6 marzo 2023 ha esteso l'obbligo di accatastamento a tutti gli impianti a biocombustibile solido. Verifica le regole locali prima di fissare la scadenza.
Quali cadenze valgono in Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto?
La tabella confronta il caso più frequente, una caldaia a gas domestica, in cinque Regioni. Fonti consultate il 14 ottobre 2026.
| Regione | Caldaia a gas domestica | Fascia più alta | Fonte |
|---|---|---|---|
| Lombardia | Ogni 2 anni (5–35 kW di potenza al focolare) | Ogni anno tra 35 e 350 kW; oltre 350 kW anche misura a metà stagione | DGR XI/3502/2020, punto 14 |
| Emilia-Romagna | Ogni 2 anni (sotto i 35 kW) | Ogni anno da 35 kW in su | Regolamento regionale 1/2017, Allegato B, nel vademecum CRITER per i manutentori |
| Toscana | Gas 10–100 kW: primo controllo entro il quarto anno, poi ogni 2 anni | Oltre 100 kW: ogni 2 anni | Allegato A alla delibera regionale del 27/12/2016; nota SIERT 2019–2020 |
| Piemonte | Almeno ogni 4 anni (sotto i 35 kW) | Cadenze del DPR 74/2013 | Portale CIT; DGR 10-3262/2021 |
| Veneto | Ogni 4 anni (10–100 kW), come la cadenza nazionale | Cadenze del DPR 74/2013 | DGR 1363/2014, Allegato B, art. 9 |
Attenzione alle soglie: la Lombardia ragiona in potenza termica al focolare e parte da 5 kW, mentre il DPR usa la potenza utile e parte da 10 kW. In Lombardia, per i generatori a combustibile liquido, la cadenza è annuale già da 5 kW. In Emilia-Romagna i generatori a combustibile liquido o solido da 10 kW in su vanno controllati ogni anno.
Per le altre Regioni, cerca sul sito regionale la delibera sugli impianti termici o le pagine del catasto: nella guida sul catasto impianti termici trovi i nomi dei principali portali.
Quando va fatto il controllo fumi fuori dalla scadenza normale?
Oltre ai controlli periodici, il controllo di efficienza va eseguito:
- alla prima messa in esercizio dell'impianto, a cura dell'installatore;
- quando sostituisci il generatore di calore;
- dopo interventi non periodici che possono modificare l'efficienza energetica.
Lo ricordano la guida ENEA–MiSE e il vademecum CRITER dell'Emilia-Romagna. Da quella data riparte il conteggio per il controllo successivo. Se stai cambiando una caldaia, vedi anche la guida su cosa serve per la sostituzione della caldaia.
Da quando si conta la scadenza del controllo successivo?
Ogni Regione ha un proprio modo di calcolarla, e conviene leggerlo bene.
- Toscana: le linee guida regionali esprimono le scadenze come "entro la fine" del secondo o del quarto anno successivo a quello del rapporto precedente, quindi conta l'anno, non il giorno.
- Lombardia: la DGR XI/3502/2020 collega la validità della dichiarazione di avvenuta manutenzione alle stagioni termiche, a partire dal 1° agosto successivo all'intervento.
- Livello nazionale: la stagione termica va dal 1° agosto al 31 luglio (DPR 74/2013, art. 9, c. 10).
Nel dubbio, anticipare il controllo è più sicuro che superare la scadenza. Annota nella scheda dell'impianto la data dell'ultimo RCEE e la regola regionale applicata.
Come calcolare la prossima scadenza: tre esempi
Prendi una caldaia murale a metano da 24 kW con l'ultimo RCEE fatto a novembre 2025, senza sostituzioni né interventi straordinari nel frattempo.
| Dove si trova | Regola da applicare | Prossimo controllo fumi |
|---|---|---|
| Veneto o Piemonte | Cadenza nazionale: 4 anni | Indicativamente entro novembre 2029 |
| Emilia-Romagna | Gas sotto 35 kW: 2 anni | Indicativamente entro novembre 2027 |
| Lombardia | Gas 5–35 kW al focolare: 2 anni, validità a stagioni termiche dal 1° agosto | Dopo 2 anni, ma contati a stagioni termiche: verifica la data esatta sul portale CURIT |
Se a marzo 2026 avessi sostituito la caldaia, il conteggio ripartirebbe dal controllo fatto alla nuova messa in esercizio. In Toscana, per una caldaia nuova, il primo controllo dopo l'installazione arriva entro il quarto anno e poi ogni due anni.
Ricorda di registrare in catasto anche il controllo, non solo di eseguirlo: per le autorità un RCEE non trasmesso equivale spesso a un controllo mancante.
Cosa succede se il controllo fumi non viene fatto?
Le Regioni e le autorità competenti eseguono accertamenti e ispezioni. Tra le priorità indicate dall'art. 9, comma 9, del DPR 74/2013 ci sono gli impianti per cui non è arrivato il rapporto di controllo e i generatori con più di 15 anni.
Senza un rapporto valido l'ispezione spesso è a pagamento. Due esempi:
| Regione | Caso | Costo indicato |
|---|---|---|
| Piemonte | Ispezione su impianto senza REE valido, generatori sotto 35 kW | 370 euro (DGR 10-3262/2021, Allegato B, Tabella 1) |
| Toscana | Ispezione, tra l'altro quando il rapporto non è stato inviato nei termini, generatori fino a 35 kW | 100 euro dal 1° gennaio 2017 (Allegato A alla delibera del 27/12/2016) |
A questi costi possono aggiungersi le sanzioni del D.Lgs. 192/2005 per il responsabile e per il manutentore, descritte nella guida sulla manutenzione obbligatoria. In Veneto la Regione indica che non sono dovuti né il bollino né il pagamento delle ispezioni.
Domande frequenti
Ogni quanto si fa il controllo fumi di una caldaia a metano da 24 kW?
Con le regole nazionali (Allegato A del DPR 74/2013) ogni 4 anni. In Lombardia ed Emilia-Romagna ogni 2 anni; in Toscana il primo controllo entro il quarto anno e poi ogni 2 anni. Verifica sempre la regola della Regione in cui si trova l'impianto.
Il controllo fumi va fatto anche sotto i 10 kW?
Il DPR 74/2013 lo prevede per il riscaldamento oltre 10 kW, ma alcune Regioni scendono sotto questa soglia: la Lombardia, per esempio, applica le cadenze ai generatori a gas da 5 kW di potenza al focolare.
Controllo fumi e manutenzione annuale sono la stessa cosa?
No. La manutenzione segue la periodicità indicata da installatore o fabbricante (DPR 74/2013, art. 7); il controllo di efficienza segue la cadenza nazionale o regionale e si chiude con l'RCEE (art. 8). Spesso si fanno nella stessa visita.
Dopo la sostituzione della caldaia quando va fatto il controllo fumi?
Subito: il controllo di efficienza va eseguito alla prima messa in esercizio e quando si sostituisce il generatore. Da quella data riparte il conteggio per il controllo successivo.
Cosa rischia chi salta il controllo fumi?
Gli impianti senza rapporto sono tra le priorità delle ispezioni (DPR 74/2013, art. 9, c. 9) e in molte Regioni l'ispezione è a carico del responsabile: in Piemonte, per esempio, 370 euro sotto i 35 kW. Si aggiungono le sanzioni previste dal D.Lgs. 192/2005.
Fonti
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, testo originale (Normattiva)
- DPR 74/2013, testo con note pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna (artt. 8, 9, 10)
- ENEA–MiSE, Guida per l'esercizio, controllo e manutenzione degli impianti termici (2015)
- Regione Lombardia, DGR XI/3502 del 5 agosto 2020 (punto 14 e definizioni)
- CURIT, Manutenzione impianti (tabella delle cadenze)
- Regione Emilia-Romagna, vademecum CRITER per i manutentori (cadenze Allegato B RR 1/2017)
- Regione Emilia-Romagna, CRITER, informativa sintetica sul Regolamento regionale 1/2017
- Regione Toscana, Allegato A alla delibera del 27/12/2016 (prima applicazione l.r. 85/2016: periodicità e oneri)
- Regione Toscana, Linee guida impianti termici (Allegato A, Regolamento 25/R/2015)
- Regione Toscana, SIERT, nota di confronto RCEE 2019–2020
- Regione Toscana, FAQ impianti termici (revisione 27/03/2019)
- Regione Piemonte, Catasto impianti termici (CIT)
- Regione Piemonte, DGR 21 maggio 2021, n. 10-3262 (BU21 del 27/05/2021)
- Regione Veneto, DGR 1363/2014, Allegato B
- Regione Toscana, DGR n. 222 del 6/3/2023 (impianti a biocombustibile solido), copia pubblicata dal Comune di Grosseto
- Regione Veneto, Regolamento sul controllo e la manutenzione degli impianti di climatizzazione (aggiornato 24/10/2024)
Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.