Scarico fumi a parete della caldaia: regola, deroghe e requisiti
Aggiornato il 14 ottobre 2026
- Gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 vanno collegati a camini o canne fumarie con sbocco sopra il tetto (DPR 412/1993, art. 5, c. 9, introdotto dalla L. 90/2013).
- Lo scarico a parete è ammesso solo nei cinque casi di deroga elencati dal comma 9-bis (DPR 412/1993, art. 5, c. 9-bis).
- Per usare la deroga servono generatori con requisiti precisi: camera stagna ad alto rendimento oppure condensazione con NOx non superiori a 70 mg/kWh (DPR 412/1993, art. 5, c. 9-ter).
- In ogni caso i terminali di scarico vanno posizionati secondo la norma tecnica UNI 7129 vigente (DPR 412/1993, art. 5, c. 9-ter, punto iv).
- I Comuni devono adeguare i propri regolamenti ai commi 9, 9-bis e 9-ter (DPR 412/1993, art. 5, c. 9-quater).
Lo scarico fumi a parete della caldaia non è libero: per gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 la regola generale è lo sbocco sopra il tetto dell'edificio (DPR 412/1993, art. 5, comma 9). Lo scarico in facciata è ammesso solo nei casi di deroga del comma 9-bis, per esempio la sostituzione di un generatore individuale che già scaricava a parete o l'impossibilità tecnica asseverata dal progettista, e solo con apparecchi che rispettano i requisiti del comma 9-ter. Il terminale va posizionato secondo la norma UNI 7129.
Riferimento: testo vigente del DPR 26 agosto 1993, n. 412 su Normattiva (ultimo aggiornamento dell'atto: 28 aprile 2022), consultato il 14 ottobre 2026.
Cosa dice la regola generale dello sbocco a tetto?
Il comma 9 dell'art. 5 del DPR 412/1993, nella versione introdotta dall'art. 17-bis del D.L. 63/2013, convertito dalla L. 90/2013, stabilisce che gli impianti termici installati dopo il 31 agosto 2013 vanno collegati a camini, canne fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto, alla quota prevista dalla regolamentazione tecnica vigente.
La regola vale per l'impianto termico, non solo per il condominio: riguarda quindi anche la caldaia autonoma in appartamento. Ogni scarico a parete fatto dopo quella data deve poggiare su una delle deroghe espresse.
In quali casi si può scaricare a parete?
Il comma 9-bis elenca cinque casi. Le lettere a), b) e c) vengono dalla L. 90/2013; d) ed e) sono state aggiunte dal D.Lgs. 102/2014 (art. 14, c. 8), e la lettera e) è stata estesa alle pompe di calore a gas dalla L. 34/2022 (art. 9-bis).
| Lettera | Caso di deroga (in sintesi) | Requisito del generatore (comma 9-ter) |
|---|---|---|
| a) | Sostituzione di generatori di calore individuali che già scaricavano a parete o in canna collettiva ramificata, anche dentro una riqualificazione energetica | Caldaia a gas a camera stagna con rendimento superiore a quello dell'art. 4, c. 6, lett. a) del DPR 59/2009 (punto i) |
| b) | Lo sbocco a tetto contrasta con norme di tutela dell'edificio (nazionali, regionali o comunali) | Caldaia a gas a condensazione con NOx medi ponderati non superiori a 70 mg/kWh (punto ii) |
| c) | Il progettista attesta e assevera l'impossibilità tecnica di realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto | Come lettera b) (punto ii) |
| d) | Ristrutturazione di impianti individuali esistenti in edifici plurifamiliari privi di camini a tetto adeguabili ad apparecchi a condensazione | Come lettera b) (punto ii) |
| e) | Installazione di pompe di calore a gas o di generatori ibridi compatti (almeno caldaia a condensazione a gas più pompa di calore), con certificazione di prodotto | Pompe di calore a gas o caldaie a condensazione con NOx non superiori a 70 mg/kWh, e pompe di calore con rendimento superiore all'art. 4, c. 6, lett. b) del DPR 59/2009 (punto iii) |
La tabella è una sintesi: la lettura completa di ogni lettera va fatta sul testo vigente. Nota la differenza tra la lettera a), che riguarda la sostituzione di un generatore che già scaricava a parete, e la lettera d), che riguarda la ristrutturazione di impianti individuali in palazzine senza camini adeguabili. La prima non chiede la condensazione nel testo del comma 9-ter, la seconda sì.
Quali caldaie servono per usare la deroga?
Il comma 9-ter dice che per accedere alle deroghe è obbligatorio rispettare quattro punti:
- Caso a): generatori a gas a camera stagna con rendimento superiore alla soglia del DPR 59/2009, art. 4, c. 6, lett. a).
- Casi b), c) e d): generatori a gas a condensazione con emissioni medie ponderate di ossidi di azoto non superiori a 70 mg/kWh, misurate secondo le norme di prodotto.
- Caso e): pompe di calore a gas o caldaie a condensazione con lo stesso limite NOx, e pompe di calore a gas (anche negli ibridi) con rendimento superiore alla soglia dell'art. 4, c. 6, lett. b) del DPR 59/2009.
- Sempre: terminali di scarico posizionati secondo la norma tecnica UNI 7129 vigente e successive modifiche.
In pratica, prima di proporre lo scarico a parete controlla la scheda tecnica dell'apparecchio: classe NOx dichiarata, tipo (camera stagna, condensazione) e, per gli ibridi, la certificazione di prodotto. Se la caldaia nuova non rispetta il punto richiesto per quel caso, la deroga non si applica.
Per le regole sulla scelta del generatore e sui documenti della sostituzione vedi la guida sostituzione della caldaia: cosa serve.
Che ruolo hanno le norme UNI 7129, UNI 10845 e UNI 11528?
Il DPR rinvia alla UNI 7129 per la posizione dei terminali. Le norme UNI sono a pagamento e qui le citiamo solo per titolo e campo di applicazione, senza riportarne i contenuti tecnici: distanze da finestre, balconi, gronde e confini vanno lette nel testo ufficiale.
- UNI 7129-3:2015: impianti a gas per uso domestico e similare alimentati da rete, parte dedicata ai sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione, per apparecchi con portata termica nominale singola fino a 35 kW.
- UNI 10845:2018: criteri di verifica, risanamento e intubamento dei sistemi fumari esistenti asserviti ad apparecchi a gas di tipo B e C. È il riferimento quando devi riutilizzare o adeguare una canna esistente.
- UNI 11528: impianti a gas di portata termica maggiore di 35 kW.
L'art. 6 del DM 37/2008 considera eseguiti a regola d'arte gli impianti realizzati secondo la normativa vigente e le norme UNI e CEI: per questo, nella DiCo, indichi le norme seguite.
Attenzione al punto iv) oltre i 35 kW: il DPR richiama la UNI 7129, che si ferma a 35 kW. Come conciliare questo rinvio con apparecchi più potenti è una questione tecnica da chiarire con il progettista e, se serve, con il Comune.
Comuni, regolamenti locali e condominio: cosa verificare?
Il comma 9-quater impone ai Comuni di adeguare i propri regolamenti ai commi 9, 9-bis e 9-ter. Un regolamento edilizio o di igiene più restrittivo, se non allineato, può creare contenzioso: il TAR Lombardia, con la sentenza n. 1808/2017 riassunta da Certifico, ha ritenuto che un regolamento locale contrastante dovesse cedere alla norma statale.
Prima di lavorare controlla comunque:
- il regolamento edilizio e quello d'igiene del Comune, e le eventuali modalità richieste per l'asseverazione della lettera c);
- i vincoli di tutela sull'edificio, che possono essere proprio la base della lettera b);
- il regolamento di condominio e le decisioni dell'assemblea sulla facciata, perché il foro e il terminale toccano parti comuni.
Sui rapporti tra vicini e condominio decide il diritto civile, non il DPR 412/1993: se il cliente teme contestazioni, va indirizzato al suo amministratore o a un legale.
Cosa scrivere in DiCo e rapportino?
Il DM 37/2008 include l'evacuazione dei fumi negli impianti di riscaldamento e gas (art. 1, c. 2, lett. c ed e). Il modello di DiCo approvato con il DM 19 maggio 2010 prevede, per il gas, che la relazione sui materiali indichi anche lo scarico dei fumi; se lo scarico lo ha realizzato un'altra impresa, ne riporti la dichiarazione. Dettagli nella guida sulla dichiarazione di conformità.
Quando scarichi a parete, conviene lasciare traccia di:
- la lettera di deroga applicata (a–e) e perché;
- i dati dell'apparecchio che soddisfano il comma 9-ter: modello, tipo, classe NOx, rendimento;
- per la lettera c), gli estremi dell'asseverazione del progettista;
- le foto del terminale e dell'intorno (finestre, balconi), utili se qualcuno contesta la posizione;
- le norme tecniche seguite, compresa la verifica del sistema fumario esistente se lo hai riutilizzato.
Il rapportino di intervento può riassumere tutto questo, ma non sostituisce la DiCo né l'aggiornamento del libretto di impianto.
Quali errori evitare con lo scarico a parete?
- Considerare lo scarico a parete come la regola e il tetto come l'eccezione: è il contrario.
- Usare la lettera a) per un impianto che prima scaricava a tetto: la deroga riguarda generatori che già scaricavano a parete o in canna collettiva ramificata.
- Installare in deroga una caldaia che non rispetta il punto del comma 9-ter richiesto per quel caso.
- Posizionare il terminale senza consultare la UNI 7129 vigente.
- Non conservare l'asseverazione o le prove della deroga applicata.
Informazioni generali, non consulenza legale o tecnica di progetto.
Domande frequenti
Posso sostituire una vecchia caldaia che scarica a parete con una nuova sempre a parete?
Sì, se ricorri la deroga del comma 9-bis, lettera a): sostituzione di generatori individuali che già scaricavano a parete o in canna collettiva ramificata. Il comma 9-ter chiede, in questo caso, un generatore a gas a camera stagna con rendimento superiore alla soglia del DPR 59/2009, art. 4, c. 6, lett. a), e il terminale posizionato secondo la UNI 7129.
Dal 2013 lo scarico a parete è vietato?
Non è vietato in assoluto. Per gli impianti installati dopo il 31 agosto 2013 la regola è lo sbocco sopra il tetto (DPR 412/1993, art. 5, c. 9), ma il comma 9-bis prevede cinque casi di deroga, ciascuno con requisiti precisi per il generatore.
Chi può dichiarare l'impossibilità tecnica di scaricare a tetto?
La lettera c) del comma 9-bis parla del progettista, che attesta e assevera l'impossibilità tecnica di realizzare lo sbocco sopra il colmo del tetto. In questo caso serve una caldaia a condensazione con NOx non superiori a 70 mg/kWh. Verifica con il tuo Comune se richiede un modulo o una procedura specifica.
Le distanze del terminale da finestre e balconi dove le trovo?
Il DPR 412/1993 rinvia alla norma UNI 7129 vigente per il posizionamento dei terminali. Per gli apparecchi fino a 35 kW la parte di riferimento è la UNI 7129-3; le distanze vanno lette nel testo ufficiale della norma.
Il regolamento del mio Comune vieta lo scarico a parete: vale?
Il comma 9-quater obbliga i Comuni ad adeguare i propri regolamenti ai commi 9, 9-bis e 9-ter. In un caso del 2017 il TAR Lombardia ha dato prevalenza alla norma statale. Per un caso concreto confrontati con l'ufficio tecnico comunale e, se serve, con un legale.
Fonti
- Normattiva – DPR 26 agosto 1993, n. 412, testo vigente (ultimo aggiornamento 28/04/2022)
- Normattiva – DPR 412/1993, versione vigente al 09/08/2016
- Gazzetta Ufficiale – Testo coordinato del D.L. 4 giugno 2013, n. 63 con la L. 3 agosto 2013, n. 90 (GU n. 181 del 03/08/2013), scheda
- Regione Toscana (SIERT) – Copia del testo coordinato D.L. 63/2013, art. 17-bis
- Normattiva – D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, scheda dell'atto
- D.Lgs. 102/2014 – copia del testo GU n. 165 del 18/07/2014 (Università di Udine)
- L. 27 aprile 2022, n. 34 (GU n. 98 del 28/04/2022), art. 9-bis – copia del testo GU
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – GU n. 61 del 12/03/2008 (artt. 1, 6, 7)
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – testo vigente (Normattiva)
- DM 19 maggio 2010 – modello di DiCo, GU n. 161 del 13/07/2010
- UNI – anteprima UNI 7129-3:2015 (campo di applicazione)
- UNI – anteprima UNI 10845:2018 (campo di applicazione)
- (secondaria, testo consolidato art. 5 con note di modifica) Bosetti e Gatti – DPR 412/1993
- (secondaria, sentenza TAR Lombardia n. 1808/2017 e testo art. 5) Certifico
- (secondaria, titolo UNI 11528:2022) Certifico
Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.