Preventivo per idraulici: cosa scrivere, quanto vale e quando il cliente può recedere

Aggiornato il 14 ottobre 2026

In breve
  • Il preventivo è una proposta: il contratto si conclude quando sai che il cliente l'ha accettato, e un'accettazione con modifiche vale come nuova proposta (c.c., art. 1326).
  • Se ti impegni a tenerlo fermo per un certo tempo, prima della scadenza non puoi ritirarlo (c.c., art. 1329).
  • Se il cliente è un consumatore e firmi a casa sua, il contratto è concluso fuori dei locali commerciali: hai obblighi di informazione e il cliente può recedere entro 14 giorni (Codice del consumo, artt. 45, 49, 52).
  • Se non informi il cliente del diritto di recesso, il termine si allunga di 12 mesi (Codice del consumo, art. 53).
  • Niente recesso per la riparazione urgente chiesta dal cliente, ma servizi e beni aggiunti durante la visita restano recedibili (Codice del consumo, art. 59, lett. h).

Un buon preventivo da idraulico dice chi sei, che lavoro farai e dove, con quali materiali, a che prezzo con l'IVA indicata, in che tempi, come si paga e fino a quando vale l'offerta. Quando il cliente lo firma diventa un contratto. Se il cliente è un privato e firmi a casa sua, è un contratto concluso fuori dei locali commerciali: devi dargli le informazioni previste dal Codice del consumo, compreso il diritto di recesso di 14 giorni. Fa eccezione la riparazione urgente che il cliente ti ha chiesto espressamente.

Che valore ha il preventivo?

Per il Codice civile il preventivo è una proposta di contratto. Secondo l'art. 1326 c.c., il contratto si conclude quando chi ha fatto la proposta viene a sapere che l'altra parte l'ha accettata. L'accettazione deve arrivare entro il termine fissato o, in mancanza, entro un tempo ragionevole. Se il cliente accetta cambiando qualcosa, quella risposta vale come una nuova proposta, che puoi accettare o no.

Una volta accettato, il preventivo diventa di solito un contratto di appalto: tu realizzi un'opera o un servizio con la tua organizzazione, il cliente paga il corrispettivo. Per questo conviene scriverlo come se fosse già il contratto.

Sulla durata della proposta, la legge non fissa un termine standard: lo decidi tu. Se scrivi che l'offerta resta ferma, per esempio, per 30 giorni, l'art. 1329 c.c. rende la proposta irrevocabile fino alla scadenza. Se i prezzi dei materiali cambiano spesso, scegli un termine breve e scrivilo chiaramente.

Cosa scrivere nel preventivo? La checklist

VoceCosa scriverePerché serve
DittaRagione sociale, partita IVA, sede, telefono, emailIdentità e contatti del professionista sono tra le informazioni obbligatorie per i consumatori (Codice del consumo, art. 49)
Cliente e luogo dei lavoriNome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo dell'immobileSepara chi paga da dove lavori; serve per IVA e documenti
Numero e dataNumero progressivo e dataLo ritrovi e lo colleghi a contratto e fattura
Descrizione del lavoroCosa farai, cosa è escluso, situazione trovata al sopralluogoEvita discussioni su cosa era compreso
Materiali e apparecchiMarca, modello, potenza, quantitàIndispensabile se il cliente chiede incentivi
PrezzoA corpo o a misura; manodopera e materiali; imponibile, aliquota IVA e totaleAl consumatore va indicato il prezzo totale comprensivo delle imposte (art. 49)
TempiData di inizio o di consegna e durata previstaLe date di esecuzione sono tra le informazioni dovute (art. 49)
PagamentiAcconto, stato avanzamento, saldo, modalitàChiarezza su quanto e quando si paga
VariazioniCome si autorizzano lavori extra e a che prezziLe varianti vanno autorizzate e provate per iscritto (c.c., art. 1659)
ValiditàData fino a cui l'offerta resta fermaProposta irrevocabile fino alla scadenza (c.c., art. 1329)
Documenti finaliDiCo, libretto, RCEE se previstiIl cliente sa cosa riceverà
Recesso (consumatori fuori sede)Condizioni, termine, modulo tipoObbligatorio per i contratti fuori dei locali commerciali (artt. 49 e 50)
FirmaFirma e data di accettazione del clienteFissa quando è concluso il contratto

Prezzo a corpo o a misura: cosa cambia per le varianti?

Se non fissate un prezzo né un modo per calcolarlo, l'art. 1657 c.c. rimanda a tariffe o usi e, in mancanza, al giudice. Meglio non arrivarci. Puoi indicare un prezzo a corpo, cioè per tutto il lavoro, oppure a misura, per unità come metri di tubo, punti acqua o ore.

La differenza conta quando cambia il lavoro. Per l'art. 1659 c.c., non puoi modificare il lavoro concordato senza l'autorizzazione del cliente, e l'autorizzazione si prova per iscritto. Se il prezzo è a corpo, anche le varianti autorizzate non ti danno diritto a un compenso in più, salvo patto diverso. Per questo scrivi nel preventivo come si gestiscono gli extra: per esempio, con un'integrazione firmata e i prezzi unitari già indicati.

IVA, acconto e caparra: come scriverli?

IVA. Indica sempre imponibile, aliquota e totale. Con i privati l'aliquota dipende dal tipo di lavoro e di immobile: per manutenzioni e beni significativi vedi la guida sull'IVA al 10%. Con imprese e professionisti, per installazioni e manutenzioni sugli edifici, può applicarsi il reverse charge.

Acconto. È un anticipo sul prezzo. Ai fini IVA, per le prestazioni di servizi il pagamento anticipato fa scattare l'operazione per l'importo pagato, alla data del pagamento (DPR 633/1972, art. 6). Quando incassi l'acconto, quindi, emetti la fattura per quella parte.

Caparra confirmatoria. Funziona in modo diverso dall'acconto. Secondo l'art. 1385 c.c., se è inadempiente chi l'ha versata, l'altra parte può recedere e trattenerla. Se è inadempiente chi l'ha ricevuta, deve restituirne il doppio. Se la vuoi usare, chiamala esplicitamente "caparra confirmatoria" e fatti consigliare.

Quando il cliente può recedere entro 14 giorni?

Le regole del Codice del consumo sul recesso valgono quando il cliente è un consumatore e il contratto è a distanza o concluso fuori dei locali commerciali. Per l'art. 45, è fuori dei locali commerciali il contratto concluso con te e il cliente presenti insieme in un luogo diverso dalla tua sede. Il caso tipico è il preventivo firmato in cucina dopo il sopralluogo. Lo è anche il contratto firmato in sede o a distanza subito dopo che hai avvicinato il cliente fuori dalla sede.

In questi casi:

Iniziare subito i lavori. Se il cliente vuole che cominci prima dei 14 giorni, devi avere la sua richiesta esplicita su un supporto durevole (art. 50, c. 3). Se poi recede, ti paga solo la parte già fatta, in proporzione al prezzo concordato (art. 57). Senza richiesta espressa o senza le informazioni dovute, non ti deve nulla per quel periodo. Se completi il servizio dopo la sua richiesta e il suo consenso espresso, il recesso non è più possibile (art. 59, lett. a).

Quando il recesso non si applica?

CasoRegolaRiferimento
Riparazione o manutenzione urgente chiesta dal cliente, per esempio una perditaNiente recesso. Servizi e beni in più proposti sul posto restano recedibiliArt. 59, lett. h
Servizio completato dopo richiesta e consenso espresso del clienteNiente recessoArt. 59, lett. a
Beni fatti su misura o chiaramente personalizzatiNiente recesso su quei beniArt. 59, lett. c
Contratto fuori sede fino a 50 euroFuori dalle regole del capo, salvo più contratti insieme oltre 50 euroArt. 47, c. 2
Costruzione di nuovi edifici o trasformazione sostanziale di edifici esistentiFuori dalle regole del capoArt. 47, c. 1, lett. f
Cliente con partita IVA che compra per la sua attivitàNon è un consumatore: valgono gli accordi e il Codice civileCodice del consumo

Nella pratica: se ti chiamano per un tubo rotto, ripari e basta. Se sul posto proponi anche di cambiare la caldaia, quella parte è un nuovo contratto con le regole del recesso. Il Codice del consumo è stato modificato più volte nel 2026, anche sulle informazioni da dare. Usa sempre il testo aggiornato del modulo di recesso.

Quali errori evitare nel preventivo?

Domande frequenti

Il preventivo firmato dal cliente è un contratto?

Sì. Il preventivo è una proposta e, quando il cliente lo accetta e tu lo vieni a sapere, il contratto è concluso (art. 1326 c.c.). Se il cliente accetta con modifiche, la sua risposta vale come nuova proposta.

Per quanto tempo vale un preventivo?

La legge non fissa una durata standard: la decidi tu e la scrivi. Se ti impegni a mantenerlo fermo per un certo tempo, non puoi ritirarlo prima della scadenza (art. 1329 c.c.).

Il cliente può annullare il lavoro dopo aver firmato?

Se è un consumatore e ha firmato fuori dalla tua sede, per esempio a casa sua, ha 14 giorni per recedere senza motivo (Codice del consumo, art. 52). Il termine sale a 30 giorni se il contratto nasce da una tua visita non richiesta. Se non lo hai informato del diritto di recesso, il termine si allunga di 12 mesi (art. 53).

Per una perdita urgente devo dare il modulo di recesso?

Se il cliente ti ha chiesto espressamente di intervenire per una riparazione urgente, il recesso è escluso per quel lavoro (art. 59, lett. h). Servizi e beni in più che proponi durante la visita restano invece soggetti al recesso.

Posso chiedere un acconto?

Sì, se lo concordi e lo scrivi nel preventivo. Ai fini IVA, il pagamento anticipato di un servizio fa scattare la fatturazione per l'importo incassato (DPR 633/1972, art. 6). Se vuoi una caparra confirmatoria, chiamala così: ha effetti diversi in caso di inadempimento (art. 1385 c.c.).

Il preventivo deve essere gratuito?

Le norme citate in questa guida non lo stabiliscono. Se vuoi far pagare il sopralluogo o il preventivo, dillo al cliente prima di uscire e scrivilo.

Fonti

  1. Codice civile, art. 1326 (conclusione del contratto) – Brocardi.it
  2. Codice civile, art. 1329 (proposta irrevocabile) – Brocardi.it
  3. Codice civile, art. 1385 (caparra confirmatoria) – Brocardi.it
  4. Codice civile, art. 1657 (determinazione del corrispettivo) – Brocardi.it
  5. Codice civile, art. 1659 (variazioni concordate) – Brocardi.it
  6. Codice del consumo (D.Lgs. 206/2005), art. 45 – definizioni
  7. Codice del consumo, art. 47 – esclusioni
  8. Codice del consumo, art. 49 – obblighi di informazione (aggiornato al 16/05/2026)
  9. Codice del consumo, art. 50 – contratti fuori dei locali commerciali
  10. Codice del consumo, art. 52 – diritto di recesso
  11. Codice del consumo, art. 53 – omesse informazioni sul recesso
  12. Codice del consumo, art. 57 – obblighi del consumatore
  13. Codice del consumo, art. 59 – eccezioni al diritto di recesso (aggiornato al 16/05/2026)
  14. MIMIT – Diritto di recesso
  15. DPR 633/1972, art. 6 (momento di effettuazione delle operazioni) – Brocardi.it

Informazioni generali, non consulenza. Testo redatto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale sulla base delle fonti ufficiali citate e verificato da Repara. Aggiornato il 14 ottobre 2026. Le regole regionali possono cambiare: verifica sempre con la tua Regione o il tuo catasto.